Presentazione

Leopoldo  Terreni nasce nel 1951 a Terricciola, in provincia di Pisa. Frequenta la scuola d’arte ma lascia gli studi precocemente, insofferente a qualsivoglia disciplina.

Nel ‘68 decide di fare la conoscenza con i grandi artisti del passato, parte per Parigi e poi soggiorna per un breve periodo in Liguria. Tornato a casa, conosce e frequenta il pittore Pier Orlando Martini, bravissimo con la spatola e la decorazione murale. Terreni abbandona l’esperienza postmacchiaiola ed iperrealista, è il periodo dei quadri surreali. Dipinge, viaggia, disegna, visita gallerie, musei d’arte moderna, biennali. Intanto nei primi anni ottanta la sua pittura si trasforma, nasce Pirotalco, il personaggio puntuto che ancora oggi caratterizza tutto il suo lavoro. Dal 1977 propone mostre personali e partecipa a collettive. Tra queste si segnalano: l’esposizione presso la Sala Comunale di Montopoli Valdarno (Pi) nel 1985, quella all’atelier Lochner di Amburgo nel 1989, a Palazzo Lanfranchi di Pisa nel 1990, alla galleria De Florio di Roma nel 1993, presso la Brockmann Galerie di Dusseldorf nel 1996 e, sempre a Dusseldorf, Terreni espone al Doris Atelier nel 1997.

Nel 2000 l’artista è in mostra al Salon de Arte de la Casa Amarilla a Santa Cruz De Tenerife (Spagna).

Del 2007 è l’antologica alla Galleria Giraldi di Livorno. Tra le sue ultime mostre ricordiamo: 2008 collettiva “Perché io no?”, Villa Valdisonsi, Crespina (Pi); 2009 collettiva “Mille artisti a palazzo”, Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno (Mi); 2009 collettiva “VedoQuadro”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (Pi) e all’Accademia dei Ravvivati di Piombino (Li); 2009 personale “La certezza del dubbio – percorso artistico 1997/2009”, Torre degli Upezzinghi, Calcinaia (Pi); 2009 “La consapevolezza dell’ambiguità”, Castello dei Vicari, Lari (Pi); collettiva 2009 “Incontri”, Camuglianonumerodieci, Ponsacco (Pi); 2009 collettiva “Il Muro, vent’anni dopo. Quasi come Dumas”, Castello dei Vicari, Lari (Pi); 2010 collettiva “La ciliegia, frutto d’arte”, Castello dei Vicari, Lari (Pi); 2011 personale “Trenta dipinti trenta”, Saletta di via Valtriani, Pontedera; 2012 collettiva “Questo è il mio fiume”, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (Pi).

Tra 2010 e 2011 è uno dei protagonisti della mostra collettiva itinerante “50 pittori toscani per 50 cantanti toscani” in 12 location della Toscana (Palagio di Parte Guelfa, Firenze; Pinacoteca Comunale, Palazzo Minucci Solaini, Volterra; Villa Pacchiani, Santa Croce Sull’Arno; Biblioteca San Giorgio, Pistoia; Palazzo Casali, Cortona; Villa Caruso Bellosguardo, Lastra a Signa; Renessans Art Gallery, Firenze; Hotel Tower Plaza, Pisa; West Florence Hotel, Campi Bisenzio; Grand Hotel La Pace, Montecatini; Museo Archeologico e Galleria del Teatro Romano, Fiesole; Palazzo Appiani, Piombino).

Nel 2013 la personale al Centro per l’Arte Otello Cirri di Pontedera (Pi) dal titolo “La certezza del dubbio”. Durante la mostra viene presentato il cortometraggio di Tommaso Cavallini sulla vita dell’artista, pellicola il cui titolo, ispirato al colore delle sue tele, è “Blu come intorno alle stelle”.

Nel 2015 espone a Milano presso il centro culturale “I Chiostri dell’Umanitaria”. Franz Arrighini, Nicola Belcari, Carl Joseph Brockmann, Francesca Barberi, Massimo Carboni, Dino Carlesi, Pier Marco De Santi, Gianni Di Giovanni, Anna Iozzino, Dietmar Lochner, Giovanni Lombardi, Filippo Lotti, Alberto Mugnaini, Africano Paffi, Nicola Nuti, Carlo Rossi, Pier Marco De Santi, Pierluigi Macchioni Gotti e Stefano Busellato sono alcuni degli autori che hanno scritto del suo lavoro. Di Terreni dice Nicola Nuti: «La pagina di Leopoldo Terreni rappresenta un intimo raccordo tra la figurazione e l’esito delle esperienze astratte degli ultimi sessant’anni. Del resto, Terreni si è formato quando in Italia si era ormai sfogata, sia nell’ambiente astratto che in quello neorealista, la parabola di un’azione esibita come avanguardia (ma in realtà ritardataria) e gli artisti avevano cominciato e rivisitare le loro attenzioni in maniera meno drastica, più sfumata e in fondo più lirica. Nelle sue opere di quest’ultimo decennio è infatti ben evidente il carattere individuale e onirico che scaturisce dalla relazione tra l’impaginazione astratta e la persistenza di elementi figurativi.

In sostanza, l’autore lavora alla fusione dell’immagine astratta con la metrica della propria intuizione della “realtà”, dello spazio, del “paesaggio”: realtà e paesaggio intesi nei termini allegorici e liberi da qualsiasi congiunzione tradizionale. Una narrazione per simboli che si sviluppa secondo un meccanismo che diresti associativo, come nei sogni». Per circa 20 anni collabora con la rivista satirica Il Vernacoliere. Vive e lavora tra la sua città natale e Casciana Terme (Pi).